LA 2^ PUNTATA

Scopri quale coppia ha saputo salvare meglio il cibo!

Guarda la seconda puntata andata in onda su LA5 e leggi di seguito i nostri consigli per la lotta allo spreco alimentare 

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SCADENZA E "DA CONSUMARSI PREFERIBILMENTE ENTRO"

In Italia è stata approvata un legge per ridurre lo spreco di cibo: la Legge Gadda, n. 166/2016 entrata in vigore il 14 settembre 2016, definisce cos’è il Termine Minimo di Conservazione e ribadisce che gli alimenti, anche oltre il TMC, possono essere donati a condizione che l’alimento sia correttamente conservato, e l’imballaggio a contatto con lo stesso sia integro.

Un alimento che ha superato la data di scadenza non può più essere venduto. Distinguiamo data di scadenza da termine minimo di conservazione, conoscerne la differenza è fondamentale per ridurre lo spreco di alimenti commestibili prima del tempo:

  • Data di scadenza: è il termine ultimo per il consumo di un alimento; viene utilizzato per i prodotti molto deperibili, la data è preceduta dalla dicitura “Da consumare entro il”;

  • Termine Minimo di Conservazione (TMC): è il termine ultimo consigliato per il consumo di un alimento; viene utilizzato per quegli alimenti che possono essere conservati più a lungo, e vi si troverà la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro il”. Oltre la data riportata, il prodotto può aver modificato alcune caratteristiche (sapore e odore) ma può essere consumato senza rischi per la salute.

ALIMENTI COMMESTIBILI ANCHE DOPO SCADENZA

Il raggiungimento della scadenza dei cibi non deve automaticamente portarci a buttarli:

  • Il latte anche scaduto si può bere se non emette cattivo odore;

  • Le uova sono da ritenere scadute se galleggiano quando le immergiamo in una ciotola d’acqua;

  • Lo yogurt può essere mangiato fino a dopo sei settimane oltre la data segnata

sulla confezione;

  • Il formaggio a pasta dura o stagionato resta edibile anche con la muffa,

basta grattarla via;

  • Pane, frutta e verdura a volte non hanno una precisa scadenza: il primo, anche se stantio, può essere riscaldato nel forno e normalmente consumato; la frutta e la verdura, se non riportano muffa e non sono molli, possono essere ancora consumate togliendo semplicemente le parti rovinate;

  • Pesce e piatti surgelati possono essere consumati fino a 2 mesi dopo la scadenza;

  • Pasta, riso e biscotti secchi durano diversi mesi oltre la scadenza, specialmente il riso sottovuoto;

  • Il cioccolato ha una scadenza lunghissima grazie allo zucchero contenuto;

  • Le patatine si mantengono grazie al sale;

  • Il Ketchup dura oltre un anno oltre la scadenza.

ALIMENTI SENZA DATA DI SCADENZA 

Non è obbligatorio riportare la data di scadenza su:

  • Alcolici

  • Sale, zucchero, aceto

  • Chewingum.

 

ALIMENTI SENZA TMC

  • Frutta e verdura fresca (a meno che non siano sbucciate o tagliate);

  • Vino, bevande alcoliche (contenenti più del 10% di alcol) e aceto;

  • Sale e zucchero allo stato solido;

  • Pane, focaccia e prodotti di pasticceria freschi;

  • Gomme da masticare e simili;

  • Prodotti da banco quali salumi e formaggi che devono solo riportare la temperatura di conservazione

VENDITA DI PRODOTTI IN PROSSIMITÀ DELLA SCADENZA

Mettere in vendita i prodotti alimentari in prossimità della scadenza permette di ridurre gli sprechi e permette ai consumatori di acquistare i prodotti ad un prezzo più basso. Sono sempre più numerosi i supermercati che dedicano uno spazio alla vendita di prodotti a prezzi drasticamente ribassati. Necessario è etichettare le confezioni in modo adeguato.

L’operazione pur essendo dispendiosa offre vantaggi in termini ambientali visto che molti prodotti freschi in prossimità della scadenza, se vengono ritirati dalle aziende produttrici, finiscono quasi sempre in discarica o vengono trasformati in mangime per animali.

La Corte precisa che la vendita di prodotti con dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il” oltre la data indicata non comporta «alcuna ipotesi di reato, ma solo un illecito amministrativo», salvo che non sia stato accertato lo stato di cattiva conservazione dell’alimento

INDICAZIONI OBBLIGATORIE PER I PRODOTTI PRECONFEZIONATI

  • Elenco degli ingredienti (in peso o volume): gli ingredienti vengono sempre riportati da quello contenuto in maggior quantità a quello con minor percentuale. È l’elenco di tutte le sostanze impiegate nella produzione, in ordine decrescente di peso. Gli allergeni devono essere evidenziati in maniera da poter essere subito individuati. Anche i prodotti sfusi devono riportare l’indicazione della presenza degli allergeni;

  • Data di scadenza e TMC;

  • La denominazione del prodotto: accanto alla denominazione deve essere

  indicato lo stato fisico nel quale si trova il prodotto o lo specifico trattamento che ha subito (per es. «in polvere», «ricongelato», «liofilizzato», «surgelato», «concentrato»..); per i prodotti congelati prima della vendita, e che sono venduti decongelati, sarà obbligatorio riportare l’indicazione “decongelato”. Ecco le denominazioni che è possibile trovare sulle confezioni:

  1. IGP: Indicazione Geografica Protetta, viene assegnata quando un prodotto è riconosciuto come caratteristico di una specifica zona geografica;

  2. DOC: Denominazione di Origine Controllata, viene attribuito a produzioni specifiche per luoghi e procedure;

  3. DOP: Denominazione di Origine Protetta, è una certificazione superiore rispetto all’IGP in quanto prevede che tutte le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione avvengano nella stessa zona di origine del prodotto e rispettino procedure tradizionali e controllate;

  4. STG: Specialità Tradizionale Garantita, è un marchio della Comunità Europea attribuito a quegli alimenti che sono caratterizzati da un’ottima qualità e

provenienti da una particolare tradizione storica;

5. BIOLOGICO: indica che almeno il 95% degli ingredienti è di origine biologica e che il produttore rispetta le procedure di qualità stabilite; se il prodotto è in attesa di riconoscimento potrà essere riportata sulla confezione la dicitura “in conversione all’agricoltura biologica”;

  • Modalità di conservazione e di utilizzo: sono fondamentali per conservare correttamente un alimento ed evitare che si rovini prima del tempo o provochi eventuali danni per la nostra salute;

  • Nome, ragione sociale o il marchio e la sede del confezionatore o del venditore;

  • Dati sullo stabilimento di produzione;

  • Codice lotto o altra indicazione fondamentale per identificare il prodotto.

FONTI

https://ilfattoalimentare.it/prodotti-in-scadenza-lotta-spreco.html

https://www.ideegreen.it/scadenza-cibi-88335.html

https://www.adocnazionale.it/scadenza-conservazione-degli-alimenti-facciamo-chiarezza/

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_215_allegato.pdf

http://www.aslcn2.it/media/2018/12/3-Data-di-scadenza-e-TMC_banco-alimentare4.pdf

https://www.unamelaalgiorno.com/le-mele-conservare-le-mele-e-farle-durare-piu-a-lungo.html

Realizzato nell'ambito del progetto "Consuma Consapevole & Responsabile"

finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico (DM 7 febbraio 2018)