LA 4^ PUNTATA

Scopri quale coppia ha saputo salvare meglio il cibo!

Guarda la quarta puntata andata in onda su LA5 e leggi di seguito i nostri consigli per la lotta allo spreco alimentare 

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SOSTENIBILITÀ E SPRECO: LA DIETA SOSTENIBILE

COS'È E COME INCENTIVARLA

Negli anni ‘80 con il concetto di “dieta sostenibile” si intendevano raccomandazioni alimentari per rendere l’ambiente e le persone più sani. Successivamente, l’agricoltura moderna e la globalizzazione hanno diminuito l’attenzione verso la sostenibilità a favore dell’intensificazione e dell’industrializzazione dei sistemi agricoli.

Il risultato è un aumento della produzione di alimenti che però non porta miglioramenti a livello globale in campo nutrizionale; infatti oggi il numero di persone denutrite è pari a quello di persone in sovrappeso, obese o con disturbi cronici ad esso associati. Se si associano questi dati alla velocità con cui gli ecosistemi si stanno deteriorando e la biodiversità si sta perdendo, un riesame delle diete risulta imprescindibile.

1. ACQUISTA CIBI LOCALI
Acquistare locale vuol dire ridurre i passaggi tra i produttori e i consumatori riducendo così gli impatti ambientali e sostenendo i piccoli agricoltori. La continua ricerca di prodotti diversi da quelli reperibili attorno a noi fa si che alcune specie alimentari vadano verso l’estinzione. Tale impoverimento determina anche la perdita della capacità di adattamento delle specie alimentari ai cambiamenti climatici.

2. MANGIA PRODOTTI STAGIONALI
Uno dei principi più importanti di una dieta sana ed equilibrata è la varietà. Consumare frutta e verdura di stagione aiuta a rispettare questo principio. Inoltre i prodotti di stagione, impiegando poco tempo per arrivare sulle nostre tavole, mantengono più elevato il loro contenuto di vitamine e nutrienti. La produzione in serre richiede un elevato impiego di energia per il mantenimento dell’illuminazione e delle temperature di coltivazione, energia che viene prodotta in massima parte con l’impiego di combustibili fossili. Coltivare il pomodoro in serra aumenta di circa 60 volte il fattore di emissioni rispetto a quello coltivato in campo.

3. RIDUCI IL CONSUMO DI CARNE
L’attuale modello industriale di allevamento animale è un modello intensivo; questo è la causa di gran parte dei cambiamenti climatici, inquinamento, consumo di acqua, perdita di biodiversità, deforestazione e consumo di risorse fossili. Per ottenere 1 kg di carne di manzo sono necessari circa 15 kg di cereali e soia, 15.000 litri d'acqua e si emettono fino a 68 kg di CO2eq. Inoltre se nell’allevamento tradizionale gli escrementi rientrano nel ciclo naturale della concimazione, negli allevamenti intensivi l'enorme quantità degli escrementi prodotti non può essere “assorbita” dall'ambiente circostante. Il numero di animali allevati al solo scopo del consumo umano è vertiginosamente aumentato: il numero di polli è cresciuto del 169% e la popolazione dei bovini è cresciuta del 17% raggiungendo 1,4 miliardi. Il consumo italiano annuale medio di carne si attesta sui 90 kg a testa.

4. SCEGLI I PESCI GIUSTI
Prediligi il pesce pescato a quello di acquacoltura; scegli specie non a rischio di estinzione e rispetta la regola della taglia legale di vendita delle specie. Delle oltre 700 specie marine commestibili presenti nel Mediterraneo solo il 10% circa è commercializzato.

5. RIDUCI GLI SPRECHI
1/3 della produzione mondiale non raggiunge le nostre tavole, ovvero 1 miliardo e 600 milioni di tonnellate di alimenti viene gettato di cui l’80% è ancora buono. Un cibo che non nutre nessuno non è solo anti-etico ma anche dannoso per l’ambiente: l’acqua che si spreca a livello mondiale è di 250 miliardi di litri (il consumo di New York nei prossimi 120 anni), si sfrutta inutilmente il 30% della superficie agricola, si immettono nell’atmosfera 3,3 miliardi di tonnellate di CO2, (la terza fonte di emissione dopo la Cina e gli USA). In Italia, lo spreco costa 6,5 euro settimanali a famiglia.

6. PRIVILEGIA I CIBI BIOLOGICI
L’agricoltura biologica (definita nel Regolamento CE n. 834/07) non consente solo di disporre di cibi più sani ma cerca anche di ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive. Proibendo l’uso di fertilizzanti, pesticidi chimici, antibiotici e ormoni per gli animali, riduce significativamente il rischio di contaminazione dei corsi d’acqua e l’accumulo di sostanze tossiche nella rete alimentare.

7. RIDUCI GLI IMBALLAGGI IMBALLAGGI
Ciascun italiano produce oltre 528 kg di rifiuti l’anno, per un costo medio di gestione di 186 euro per famiglia. Circa il 40% dei rifiuti è costituito da imballaggi. Essi incidono notevolmente sul prezzo del prodotto finito. La soluzione sta nella scelta di prodotti sfusi e alla spina (in cui i consumatori si recano nei punti vendita muniti di un contenitore che poi riempiranno grazie al sistema dei dispenser).

8. EVITA CIBI TROPPO ELABORATI
La vendita di piatti pronti è aumentata del 10% negli ultimi anni. Il volume del mercato dell'ortofrutta pronta per l'uso, la cosiddetta “quarta gamma”, è stato pari a 90 milioni di chili per una spesa di oltre 700 milioni di euro. Questa tipologia di alimenti ha impatti molto elevati, a causa delle richieste di energia necessarie in fase di produzione e conservazione. Per valutare la sostenibilità dei principali alimenti, si deve analizzare il rapporto fra l’energia utilizzata per la preparazione dell’alimento e l’apporto energetico dell’alimento stesso. Se nel 1910, tale rapporto era all’incirca unitario (tanta energia veniva spesa per produrlo, tanta ne restituiva in calorie l’alimento), oggi occorre 100 volte più energia per produrlo di quanta ne fornisca l’alimento. Basti pensare ai prodotti light.

9. BEVI L’ACQUA DEL RUBINETTO
L’acqua in bottiglia è giustificata solo laddove quella del rubinetto non sia idonea per l'uso alimentare. Spesso le pubblicità, che attribuiscono all’acqua in bottiglia

proprietà "terapeutiche" e di dimagrimento, fanno si che gli italiani siano i più grandi consumatori d'Europa di acqua in bottiglia, con 192 litri a testa. Molti non sanno poi che, per avere un sapore più gradevole, bisogna solo lasciare riposare l'acqua per qualche ora.

10. EVITA GLI SPRECHI AI FORNELLI
Quando usi il forno cuoci più teglie insieme ed evita di aprirlo in continuazione. Spegnilo qualche minuto prima dell’avvenuta cottura, sfruttando il calore residuo. Usa il coperchio per ridurre i tempi di cottura e l’energia utilizzata. Scegli pentole e fornelli proporzionati tra di loro: se la fiamma va oltre i bordi sprechi energia e rovini le pentole. Occhio ai recipienti: quelli in rame e alluminio, ad esempio, possono essere dannosi per la salute perché durante la cottura rilasciano sostanze pericolose; le pentole in coccio e terracotta sono spesso rivestite da smalti e colori tossici, come il piombo, per dare maggiore brillantezza ai colori; le pentole antiaderenti non devono contenere PFOA, un acido tossico per la nostra salute. L’acciaio inox è un materiale particolarmente inerte, atossico e adatto praticamente ad ogni tipo di cottura. Un altro materiale sicuro è il vetro Pirex ottimo per cucinare in forno.

 

DATI SULLO SPRECO

 

In Italia vale lo 0,88% del Pil. Ciò che viene più sprecato sono: le bevande analcoliche, i legumi, la frutta fresca, la pasta fresca. Pane e verdure fresche sono fra gli alimenti più spesso buttati (dati Waste Watcher, Lmm/Swg).
La legge 19 agosto 2016 n.166, ha la finalità di ridurre gli sprechi alimentari durante tutto il ciclo del "food system", dalla fase di produzione, a quella di trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari.
Secondo la FAO i governi dovrebbero attivarsi maggiormente per una legislazione volta a ridurre lo spreco di cibo. Il fattore che scoraggia maggiormente le aziende a donare le eccedenze alimentari è il rischio di essere considerati giuridicamente responsabile in caso di intossicazione o di malattia. Molti governi stanno cercando il modo di facilitare il processo e di offrire protezioni ai donatori alimentari nel caso i prodotti donati in buona fede dovessero essere causa di malattie.

 

LO SPRECO E LA NECESSITÀ DI IMPLEMENTARE I SISTEMI DI RACCOLTA, STOCCAGGIO E TRASPORTO

- Le cause delle perdite al momento del raccolto sono molteplici (tempismo sbagliato, cattive condizioni meteorologiche, tecniche e attrezzature inadeguate). Secondo Lo Stato dell'Alimentazione e dell'Agricoltura 2019 (SOFA), a livello globale circa il 14% degli alimenti va perso in queste fasi;

- Infrastrutture per il trasporto carenti, l'immagazzinamento e il marketing fanno andare a male il cibo soprattutto nei climi caldi.

 

Le nuove tecnologie posso aiutare per ridurre lo spreco di cibo:


- Nelle Filippine l'impiego di migliori sacchi per l'immagazzinamento del riso

hanno contribuito a ridurne le perdite del 15 per cento;

- In Africa occidentale l'impiego di essiccatori solari per estendere la durata di conservazione di frutta e tuberi sembra molto promettente nel ridurre le perdite post-raccolto.

Sono inoltre necessari:
- accrescimento della consapevolezza del problema e di come prevenirlo;
- analisi e ricerca da parte delle imprese per determinare come e perché sprecano

il cibo ed identificare modi per ridurre il fenomeno. Le discrepanze tra domanda e offerta sono infatti una delle principali cause di spreco di cibo. Questo comporta anche un’ingente perdita per gli agricoltori che, non trovando un mercato per i propri prodotti, li lasciano marcire nei campi;

- educare a non scartare prodotti alimentari in base a valutazioni di tipo estetico. In alcuni casi, gli agricoltori scartano il 20/40% dei loro prodotti freschi, perché non soddisfano le richieste "estetiche" del rivenditore.

Nei paesi a basso reddito, le perdite di frutta e verdura fresca sono attribuite principalmente a infrastrutture carenti; nei paesi ad alto reddito invece, seppur si disponga di strutture di stoccaggio adeguate, le perdite avvengono generalmente a causa di guasti tecnici, errata gestione delle temperature o di un eccesso di scorte.

RICICLO OLIO CUCINA

Può essere riciclato come:
- combustibile per le lanterne o le candele;
- idratante per la pelle e per far scivolare meglio la lametta durante la rasatura;
- creare una lampada di lava: versa l’olio in una bottiglia di plastica, aggiungi delle

gocce di colorante alimentare e una compressa di anti acido; agita bene e metti

una lucina sotto la bottiglia: l’effetto è momentaneo ma spettacolare;
- usalo per preparare del sapone fatto in casa, aggiungendo delle essenze profumate;
- usalo come condimento per il mangime dei tuoi animali;
- l’olio passato sulla pala da neve evita che essa si attacchi e la fa scivolare via.

 

FONTI:

https://www.consumaconsapevole.com/

http://www.oneplanetfood.info/alimentazione-sostenibile/

https://www.bancoalimentare.it/it/news/dati-istat-2018-un-allarme-che-banco-alimentare-lancia-da-tempo

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3629

http://www.fao.org/news/story/it/item/196465/icode/

http://www.fao.org/news/story/it/item/1197380/icode/

http://www.fao.org/news/story/it/item/1238248/icode/

https://www.nonsprecare.it/app-per-evitare-sprechi-di-cibo

Realizzato nell'ambito del progetto "Consuma Consapevole & Responsabile"

finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico (DM 7 febbraio 2018)